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28 gennaio 2008

Gaber il Conformista

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15 novembre 2007

Ammastellatevi anche voi!!

Sto rientrando dalla sede del Parlamento Europeo di Strasburgo, in macchina. Sono passato anche attraverso una bufera di neve in Svizzera. Superate le Alpi mi hanno informato al cellulare che Clemente Mastella, ministro di Casta e Ingiustizia, mi ha querelato. Secondo l'Ansa: "a mandare su tutte le furie Mastella é un'altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: "La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia".
Cosa avrò sbagliato, l'esplosivo? Nel 1992 non hanno usato il tritolo? O forse la politica non è intervenuta in alcun modo nell'indagine Why Not? O Mastella non è mai stato ministro?
Chi condivide i tre punti incriminati:
1 - La magistratura è stata fermata dalla politica
2 - Una volta con Falcone e Borsellino si usava il tritolo
3 - Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia

può sottoscrivere con il suo nome e cognome l'iniziativa: "Anch'io sono ammastellato" e riportare il box sul suo blog per diffonderla.

La querela mi fa piacere, vuol dire che Clemente Mastella sarà finalmente costretto a chiarire in un pubblico dibattimento se ci sono state interferenze nell'inchiesta Why Not e chi le ha avviate. Siamo tutti curiosi...

La notizia sull'Ansa

Diffondi l'iniziativa: Copia e incolla il codice
Anche io sono ammastellato




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Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mastella casta ingiustizia

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1 novembre 2007

Firmate contro la porcheria Gentiloni

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29 ottobre 2007

prima di morire

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25 ottobre 2007

ITALY SOS INTERNET FREEDOM! - firmate con un commento

Questo è il testo che con un gruppo di persone abbiamo costruito e spediremo alla Commissione Europea per rendere loro note le condizioni sociali e di democrazia del nostro Paese. Se siete d'accordo sottoscrivetelo inserendo nome e cognome nel commento. Grazie.

Dear Sir,Madame,
I hope to be one of the million of Italian people who get shamed for what is happening in our country. What is happening is unbelievable. Riccardo Franco Levi, Prodi's right hand man, undersecretary to the President of the Council, has written the text to put a stopper in the mouth of the Internet. The draft law was approved by the Council of Ministers on 12 October. No Minister dissociated them selves from it. On gagging information, very quietly, these are all in agreement. The Levi-Prodi law lays out that anyone with a blog or a website has to register it with the ROC, a register of the Communications Authority, produce certificates, pay a tax, even if they provide information without any intention to make money.

This is the time for an European "strong and serious" intervention.
Please help us, don't leave Italian right people alone.

Best Regards,


Lisa Guerrini
Roman Malych



12 ottobre 2007

Storia e Utopia

Siamo in un "Regime Parlamentare", che E.M. Cioran definì negli anni sessanta come: "Vergogna della Specie, simbolo di un'umanità esangue, senza passioni nè convinzioni, inadatta all'Assoluto, priva d'avvenire, limitata sotto ogni aspetto, incapace di elevarsi a quell'alta saggezza che mi insegnava che l'oggetto di una discussione era la polverizzazione del contraddittore - così considero io il Regime Parlamentare.

Con la nascita del PD si consolida questo Regime e si perde ogni speranza di esser Liberi!


G_


http://partitoindemocratico.blogspot.com/



9 ottobre 2007

Non sono d’accordo(Storia di Pierluigi, Gianluca e Ilaria)

Sono contentissimo quando mi riescono gli esperimenti. Ultimamente ne ho fatto uno utile e divertente. Mi sono impegnato in un lavoro che non ha speranze: cercare di convincere i seguaci del PD a desistere dal loro intento di “partecipazione” – per modo di dire – “al processo di costituzione di questo nuovo soggetto politico democratico nell’interesse della gente… obladì olbladà!”, bravo Fassino, hai detto ancora “Democratico”.

Ci ho provato con tre soggetti diversi in genere, tipo e livello di partecipazione… obladì obladà.

Il primo è Pierluigi Severi, veterano della politica romana ad altissimi livelli, grande segretario romano del PSI ai tempi d’oro (tempi d’oro nel senso che tutto l’oro era dei socialisti); poi passato al “sogno di libertà” di Forza Italia, ma solo marginalmente. Non so cosa significa di preciso, ma così me l’hanno detta, “marginalmente”. Poi, da ultimo, Pierluigi, che stimo anche se conosco poco, sta cavalcando l’onda fassiniana (suo amico intimo) del socialismo riformista laico liberale, un po’ di destra, ma anche un po’ di sinistra, del magico fantastico PD.

Il secondo è un consigliere municipale, anzi no, il Presidente del Consiglio del VI Municipio di Roma per la precisione, che è diverso dal Presidente del Municipio. Una volta me l’ha spiegata la differenza: il Presidente del Municipio è tipo il Presidente del Consiglio, il Presidente del Consiglio del Municipio è tipo il Presidente della Camera. Margherita, cioè Santilli, Gianluca Santilli, questo il nome del Presidente del Consiglio Municipale, è della Margherita, non vi sbagliate, a lui piace Rutelli.

Il terzo, anzi, la terza, Ilaria. Una certa Ilaria. Una ragazza molto dolce e simpatica, amica mia di flirt e da poco, spero non da quando mi ha conosciuto, in preda a convintissime, ma poco convincenti, velleità politiche. Con la Margherita, non vi sbagliate. Stagista presso la Camera dei Deputati. Non conosce e non usa internet, anzi lo rinnega abbastanza. Una volta doveva scrivere una relazione su non so che cosa e venne a casa mia per farsi aiutare da me. Peccato non abbia conservato quelle prime due righe che scrisse di sua sponte, erano in una lingua strana. Ora scrive i discorsi a un chicchessia in Parlamento. Non è molto migliorata. Mi spiace di lei. Mi spiace perché è giovane, e non vorrei mai che il suo sogno venga deluso (o eluso?) dagli eventi. Da quali eventi?

Da quelli che io tento, ho tentato di spiegare ultimamente a questi miei amici (tanto per usare un pronome tipico diessino, giusto per infastidirli).

A dire la verità la delusione nell’avere dinanzi interlocutori incapaci di sostenere una discussione costruttiva e attenta rispetto alle mie argomentazioni di critica negativa verso il PD è stata più grande e più sconfortante di quella provata quando ho consolidato le stesse argomentazioni. Per dirla in modo diverso, la delusione nei confronti del PD cresce sempre più man mano che tento di aprire un dialogo con gli uomini e le donne che ne faranno – marginalmente – parte. L’unica risposta che ho ricevuto finora è stata: “Non condivido quello che dici”. E basta!? Ho le prove: ho due mail, l’una di Severi, l’altra di Santilli, e un sms (ovviamente) della ragazzetta, con la stessa terminologia, la stessa frase “Non sono d’accordo”… e nulla di più. Forse Veltroni ha accentrato anche questa di decisione, oltre al blocco delle liste e la scelta di ogni singolo componente delle stesse dal capo alla coda, ha scelto anche la frase da dire.

Come è possibile che si siano diffusi, senza l’utilizzo di internet, in così poco tempo, la risposta da dare ad ogni argomentazione critica nei confronti del PD?

Non ci sono idee, non ci sono risposte, forse Veltroni avrebbe potuto far dir loro: “La risposta, miei amici, è nel vento”…come Dylan. Bob Dylan ovviamente. Avrebbero fatto tutti più bella figura.

Il problema, credo, a questo punto è che tutta la massa che è intenta a prendere parte (passivamente) a questo progetto indefinito, non sappia bene quello che sta andando a fare la mattina nei posti in cui si reca per parlare, progettare, diffondere le cose inerenti al PD.

Non sanno davvero il motivo per cui è bene o è male fare il PD. Non sanno quali siano i difetti o i pregi del PD. Non sanno perché vogliono farne parte. Forse solo per inseguire una speranza di potere o di ideologia – quale? non mi è mai stato detto – fine a se stessa. Perché fa comodo. Ci si sforza poco, basta ripetere a memoria quello che dice Fassino e quando qualcuno argomenta contro, prontamente rispondere, “no, non sono d’accordo”. E tutto a posto così. Tanto chissenefrega. C’è Veltroni che ha il 70% a Roma, Zingaretti che ha il 60% nel Lazio… anche questo a memoria. A cosa corrispondono ste percentuali?

Sono sicuro che è così. Le mie argomentazioni sono sempre state di merito e, spero tecniche, non politiche o ideologiche. Non il “mi piace” o il “non mi piace”. Non m’importa se è bello o brutto. Mi importa se può fare danni o meno al Paese nel quale ho avuto la (s)fortuna di essere nato.

Può fare danni un partito che parte con sole contraddizioni e senza idee? Può fare danno un partito che vota al suo interno per le primarie con la stessa legge bestemmiata per un anno e mezzo di campagna elettorale? Ma se avevano detto che per colpa di questa legge non si poteva governare; allora vuol dire che non hanno intenzione di governare neanche col PD? Può fare danno un partito che si misura con schemi sociali e politici e temi vecchi, con uomini vecchi e stanchi, che ormai rantolano solo tra una querela e una “risposta al Direttore” del quotidiano di turno per cercare di difendersi dai fuochi incrociati della gente. Può far male un Partito in cui c’è il Fassino di turno che vuole allearsi con tutti, con la Leganord, con AN, con Marchionne, con tutti quelli contro cui io e Fassino stesso abbiamo abbaiato per cinque lunghi anni di agonia di Governo Berlusconi – le dichiarazioni le cito da fonti, non me le invento io. Si può avere fiducia di un partito che dichiara partecipazione e blocca le liste? Ci può essere giovamento da un Partito nato da due partiti che ora governano in questo barbaro modo? In quale modo? In nessun modo. Che fine ha fatto Rutelli? Il nulla cosmico.

Ilaria, la ragazzina di cui raccontavo sopra, mi ha detto un giorno, tutta contenta, quali fossero le proprie mansioni. Le sue mansioni alla camera dei deputati, da un anno a questa parte, riguardano solo ed esclusivamente attività inerenti al Partito Democratico. Come è possibile che stiamo spendendo soldi e tempo per occuparci di queste cose alla Camera? Come è possibile che, invece di governare, questa gente qui vada nelle piazze e in tv a parlare di come sarà bello il Partito Democratico? Ma non facevate prima a governare?, dato che siete già al Governo, qualcuno glielo ricordi! Si può avere fiducia di un Partito che dice di essere di sinistra, ma anche un po’ di centro, evviva Follini è dei nostri, Mastella no, è nel bosco; con un occhio a destra, laico, riformista, conservatore, liberale, cattolico, democratico, socialdemocratico, di estrazione cattosocialista, popolare europeo, socialista europeo, staccato dall’Europa, indipendente dall’Europa, con occhio forte all’Europa, basato sui bisogni della gente…

Ma queste non sono soggettività, questo non è tifo da squadra a cui si può rispondere con un’opinione, queste non sono idee o preconcetti, a queste cose non si risponde con uno sterile “Non sono d’accordo”, a queste cose non si è d’accordo o non d’accordo, sono cose dette, dichiarate, evidenti, che andrebbero al massimo corrette… Rispondetemi!

…e, vi prego, divertitevi anche voi a chiedere ad un PiDdino com’è il suo Nuovo Partito, lui vi risponderà, “No, è un Partito Nuovo!”. Basta!, non vi pare?

Gianluca Vecchio.

http://socialismoitaliano.blogspot.com/



6 maggio 2007

Non esiste democrazia senza laicità.

La laicità è alla base della democrazia poiché essere laici significa rispettare, legittimare e condividere ogni forma di ideologia e religione. Vivere in uno stato laico significa vivere in uno stato in cui il confronto politico si risolve attraverso le regole di vita sociale. Esse, le regole sociali, devono basarsi su una serie condivisa di valori che la società stessa prende per “giusti” – virgolettatissimo – e non sulla base di una ideologia.

Purtroppo il dichiararsi cattolici e il dichiararsi favorevoli a principi sociali basati sulle ideologie religiose – cattoliche nella fattispecie – è una condizione che consente a molti individui di "sentirsi tranquilli" e di sentirsi parte di una società “dogmaticamente giusta”. L’accettare passivamente e senza richiedere spiegazioni il dogma, la regola sociale, è proprio di una tirannia, di un regime totalitario, non di una democrazia – che Platone duemila anni fa chiamò il miglior malgoverno.
Dal mio punto vista perciò parlare di laicità significa prima di tutto parlare di coraggio.

Coraggio nell’essere laici dinanzi a ogni tipo di ideologia che serva a costruire regole sociali. Le regole sociali devono andare al di là di ogni ideologia precostituita, piuttosto si devono basare sui reali bisogni delle persone che quello stato compongono.

I governi devono legiferare su temi centralissimi per la società moderna come l’eutanasia, le droghe leggere, le coppie di fatto, l’omossessualità, la fecondazione assistita. Questi temi che riguardano la persona, l’individuo – non la famiglia, o altre istituzioni che a me piace definire più “finzioni sociali” – non possono soffrire di un condizionamento, e dunqie di una regolamentazione ideologica. Su questi temi non bisogna essere cattolici, né però tantomeno “di sinistra” o "di destra". Bisogna dimenticarsi di tutto e cercare di interpretare e soddisfare i diretti interessati per primi. Se si negano diritti non possiamo dire di essere in uno stato democratico.

La presenza della Chiesa Cattolica in Italia fa sì che il nostro paese sia in una condizione di semilibertà e di mancanza di democrazia.

La presenza della Chiesa Cattolica in Italia afferma i presupposti per dirci in un Regime Totalitario.

 

Gianluca Vecchio.




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3 maggio 2007

Chiesa Cattolica = Totalitarismo = Fascismo

La presenza della chiesa cattolica in Italia fa sì che il nostro paese sia in una condizione di semilibertà e di mancanza di democrazia.

La presenza della Chiesa Cattolica in Italia afferma i presupposti per dirci in un Regime Totalitario. 

Non esiste democrazia senza laicità. Il concetto di totalitarismo è un idealtipo usato dagli storici per enucleare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel ventesimo secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un'ideologia o di unanazione. Secondo questo modello teorico il totalitarismo è più oppressivo di un regime autoritario per quanto riguarda il pluralismo, sia politico che civile/sociale, ed i diritti politici.

La laicità è alla base della democrazia poiché essere laici significa rispettare, legittimare e condividere ogni forma di ideologia e religione. Vivere in uno stato laico significa vivere in uno stato in cui il confronto politico si risolve attraverso le regole di vita sociale si devono basare su una serie condivisa di valori che la società prende per “giusti” – virgolettatissimo – e non sulla base di una ideologia.

Purtroppo il dichiararsi cattolici e il dichiararsi favorevoli a principi sociali basati sulle ideologie religiose – cattoliche nella fattispecie – è una condizione che consente molte persone di sentirsi tranquille e di sentirsi parte di una società “dogmaticamente giusta”. L’accettare passivamente e senza richiedere spiegazioni il dogma, la regola sociale è proprio di una tirannia, di regime totalitario, non di una democrazia – che Platone duemila anni fa chiamò il miglior malgoverno.
Dal mio punto vista perciò parlare di laicità significa prima di tutto parlare di coraggio.

Coraggio nell’essere laici dinanzi a ogni tipo di ideologia che serva a costruire regole sociali. Le regole sociali devono andare al di là di ogni ideologia precostituita, piuttosto si devono basare sui reali bisogni delle persone che quello stato compongono.

I prossimi governi si troveranno a legiferare su temi centralissimi per la società moderna come l’eutanasia, le droghe leggere, le coppie di fatto, l’omossessualità, la fecondazione assistita. Questi temi che riguardano la persona, l’individuo – non la famiglia, o altre istituzione che a me piace definire più “finzioni sociali” – non possono soffrire di una regolamentazione ideologica. Su questi temi non bisogna essere cattolici, né però tantomeno “di sinistra” o "di destra". Bisogna dimenticarsi di tutto e cercare di interpretare i diretti interessati per primi. Se si negano diritti non possiamo dire di essere in uno stato democratico.

La presenza della Chiesa Cattolica in Italia fa sì che il nostro paese sia in una condizione di semilibertà e di mancanza di democrazia.

La presenza della Chiesa Cattolica in Italia afferma i presupposti per dirci in un Regime Totalitario. 




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2 aprile 2007


Una inedita iniziativa del Garante: "Andremo nelle classi". Obiettivo, insegnare cosa sono concorrenza e tutela dei consumatori.
Ma secondo quali politiche e quali "condizionamenti" il Garante darà queste lezioni di "consigli per gli acquisti"?
Vedremo!


G_




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2 aprile 2007

Le Repubblica inserisce..

La Repubblica inserisce le notizie che riguardano il Vaticano tra gli articoli dell rubrica "Esteri".

G_




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2 aprile 2007

Non può stare vicino a Dio chi si sporca con corruzioni e tangenti

ahahah...
...lo ha detto il Papa.

(consiglio di vignetta per Altan su L'Espresso)

G_




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30 novembre 2006

Perché è giusto far pagare alle imprese famigliari la tassa di successione

Per decenni l’imprenditoria del nord est, l’imprenditoria familiare, quella che acquista materia prima, la trasforma e mette in tasca (nelle tasche della sola famiglia) il surplus generato, ha tentato di rifilarci marchi.

Vendere il marchio significa sostanzialmente che un individuo (così come vengono chiamate le persone negli studi sociologici utili ai fini di competitività e del marketing) compie un acquisto a prescindere dal reale valore e dal reale utilizzo del bene stesso acquistato. Dunque, valore e qualità a prescindere, i beni delle famigliole del nord est hanno toccato prezzi da capogiro, che il babbo di famiglia pugliese doveva veder sacrificate diverse delle sue dure e sottopagate ore di lavoro per contentare il figliolo nella sua impulsività d’acquisto. Poi, sono arrivati i cinesi, ma questo è un altro capitolo della fantastica storia delle “grandi marche”. A tal proposito, perché il mio governo, il mio stato, la collettività, dopo aver mantenuto gonfie le tasche di questi bottegai di imprenditorucoli dell’Italietta, dovrebbe anche finanziare loro la pubblicità in cui veniamo invitati a proseguire nella strada del dissipamento delle risorse a favore di un marketing per nulla etico?

E allora, etica: è questa la chiave. È etico chi, con la propria attività imprenditoriale, restituisce utilità alla collettività. Le imprese del nord est, la tipica imprenditoria familiare italiana ha fatto tutto tranne che rendersi utili al tessuto sociale. Al contrario il loro effetto è stato quello di lasciare le imprese povere (alla faccia dell’intergenerazionalità) e la famiglia ricca. Legittimo!?.. sì, anche sì, benché poi non si sia costretti a licenziare quando le cose vanno male. Ma se è legittimo appropriarsi in toto del valore aggiunto prodotto dall’attività caratteristica d’impresa, allora è legittimo anche che uno Stato, nel suo governo timidamente socialdemocratico, chieda attraverso la tassa di successione la restituzione di quelle utilità che l’imprenditoria familiare non ha mai distribuito privando le proprie strutture di politiche del lavoro, di politiche ambientali, di politiche sulla successione. Insomma, la miglior successione sta nel patrimonializzare le imprese, come nell’esempio delle cooperative, non erodere utili e capitale lasciando il vuoto e alcuna prospettiva futura.

In altro modo, se le imprese utilizzano (inquinando) l’aria che gli abitanti del territorio respirano e i terreni circostanti alla sede aziendale, esse devono! corrispondere una, chiamiamola, royalty per tutto questo.

Da ultimo, ma primo per importanza: nascere in una famiglia piuttosto che in un’altra, costituisce davvero di per sé virtù o sfiga? Vi lascio col dubbio.

 




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16 novembre 2006

Il Futuro dell'Economia Giusta

Ragazzi,
   finalmente si stanno per aprire strade per il nostro futuro. Anche il mondo dell'economia "giusta e solidale" si sta aprendo agli interrogativi sul futuro e sui giovani.
Ecco cosa ho trovato secondo me vi piacerà: http://www.legacoop.coop/blog/
Forse è il caso di incoraggiare la cosa!?... io andrò a scrivere, seguitemi.

Andro.




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14 novembre 2006

Che ha fatto la Molisana..?!

Oggi i giornali riportavano la notizia sugli atti libidinosi di una supplente di matematica delle medie colta in attegiamenti provocatori nei riguardi di cinque alunni.
In chiusura l'articolo diceva: "L'insegnante è una donna di 33 anni, molisana, arrivata a Nova il 23 ottobre per una supplenza che, comunque, sarebbe terminata giovedì scorso. Alla vicenda si sta interessando anche la magistratura: l'insegnante verrà presto interrogata dal pm di Monza Monica Vullo, assieme al procuratore capo Antonio Pizzi".
Allora, mi piacerebbe sottolineare solo alcuni termini: la Magistratura; Interrogata; PM di Monza, Procuratore Capo.
Non ho nessuna voglia di compilare il solito trattato da "agitatore propagandistico" come si usa fare di questi periodi, in cui ora mi metto a dire che Berlusconi è un assassino e vive tranquillo a casa sua, assieme a tutta la Brigata (Dell'Utri, Confa, Previti, Galliani, Chicchitto.. eheh!, Cicchitto dovrebbe chiudersi in un armadio)... e poi che gli assassini che escono dopo due mesi di giardinaggio in galera a Trastevere, magari ci vivessi io a Trastevere a Roma.. Ecco, di riflettere e di evidenziare tutto ciò proprio non ne ho voglia.
E non mi va neanche di fare il "soldato della libido"  portando a riflettere su un'altro dato: la legge dovrebbe intervenire quando?.. secondo me quando si stanno per ledere i diritti civili di terzi, giusto?!.. (i giuristi leggendi mi smentiscano). Ecco, se la legge (il magistrato, il pm, il procuratore capo) devono fare giustizia per difendere i diritti, l'incolumità dei terzi (in tal caso in seconda media) bisognerebbe un attimo chiedere ai terzi se quello che accadeva poteva ledere la loro incolumità, oppure se i ragazzini di seconda media pagherebbero una sovrattassa a Prodi per avere tutte insegnanti così. No!, questo non lo voglio dire. Anche perchè poi dovrei anche dire che in seconda media, a dodici anni, la prima, unica, più piacevole attività a parimerito col calcetto per un ragazzino è quella di masturbarsi. E chi mi vuol negare il piacere di trovare stimolo nel quotidiano? Nel proibito? La maestra, la professoressa, sono nella pole position del sogno erotico.
Tuttavia, tolto questo, in fondo, questa donna, cosa ha fatto di veramente grav? Quali danni morali, quali danni psichici, quale mancanza diseducativa denuncereste alla donna? Dobbiamo, per etica, tutti essere d'accordo che la donna non ha commesso reati. In caso contrario, siamo come quelli che lapidano le donne per adulterio. Cambia solo il tipo di punizione, e non mi dite che è più grave lapidare che mettere in galera. La punizione è commisurata ai costumi. C'era davvero bisogno di mettere in prima pagina sul La Repubblica stamattina il fatto? E la vergogna di una persona?.. quella non si sta ledendo?
Io direi, non mi piacerebbe essere un iraqueno su cui tutti i giorni pivono bombe. Non mi piacerebbe essere una donna per le vie di Milano violentata. Non mi piacerebbe essere la giovane principessa a cui il Cavaliere ha rubato la villa ad Arcore. Non son certo che non vorrei essere i ragazzini che ammiravano la loro Prof di matematica che si sganciava il reggiseno.. o cheli toccava un pò. Che fantastica nottata ispirata hanno trascorso quei bimbi lì!

La magistratura, il Pm, il procuratore capo pensino ai ladri, gli assassini, i politici corrotti, non a dare il contentino di quando in quando alla chiesa, spacciandosi per educatori: cosa ne sapete di cosa sia educativo o meno per un ragazzino?




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13 aprile 2006

Chi ci ha impoveriti

Gli ultimi dati censiti mostrano gli aumenti più rilevanti sulla spesa di energia (+118 E), trasporti (76 E) e servizi finanziari (46 E + 15 E per le Assicurazioni), su base annua. Questi i dati di partenza per scoprie una volta per tutte chi ha favorito in misura davvero rilevante il nostro impoverimento. Euro? Governo? Non Governo? Precedente Governo? I privati?
Attraverso un'improvvisata "teoria della spesa" diciamo che le nostre uscite annualmente si dividono tra tasse, vale a dire il contributo che ognuno di noi versa alla Stato perchè esso funzioni, e spesa privata. Poi, all'interno di questa seconda categoria, c'è la spesa, quella che muove verso aziende private (abbigliamento, alimentari, ricreazione...) e c'è invece la spesa, quella che arricchisce aziende che un tempo venivano chiamate "composte pubbliche". Le composte pubbliche erano quelle imprese in parte controllate da privati e in parte dallo Stato. Spesso erano strutturate in modo che la proprietà fosse statale e la gestione privata. Oggi, tale dicitura non esiste più, tuttavia esistono ancora delle strutture "parastatali" che nella pratica sono e restano a controllo statale. Vale a dire imprese su cui lo Stato può intervenire direttamente per aumentare i prezzi e avvantaggiarsi dei profitti.
Dunque, vine facile spiegare come ci siano aumenti dei prezzi che il Governo non può controllare, o, con tono provocatorio, non ha interesse a controllare. E parliamo dei negozi commerciali, dei mercatini, tutte quelle realtà che sfuggono completamente al trust e sono del tutto affidate all'erraticità delle suggestioni di chi vende.
Poi ci sono delle realtà con cui le forze politiche possono dialogare, poichè si tratta di realtà più definite e meno frammentate e disperse. Una di queste è la Grande Distribuizione Organizzata (GDO) ad esempio, i supermercati tanto per parlare chiaro. E qui si puo' fare ben poco. Si puo' chiedere alle imprese che aprono gil ipermercati di controllare i prezzi e pattuire quelli più vicini alle esigenze di tutti. Ma si capisce bene come lo scarto puo' essere anche irrilevante. Si tratta di pagare la pasta Barilla 0,46 centesimi di euro o 0,49 al pacco. Nessuno mai si è impoverito per qualche centesimo, visto poi che la pasta a marchio Coop costa 0,36 ed è anche più buona della Barilla.
Per arrivare infondo all'analisi, esistono quelle realtà su cui, è pacifico, lo Stato puo' mettere mano e, ahinoi!, sono quelle che incidono maggiormente sul nostro potere d'acquisto. Noi tutti, prima di comprare il pane, prima di acquistare indumenti, ancor prima di andare al teatro dobbiamo pagare la luce, l'acqua e il gas. Dobbiamo pagare affitti e avere necessariamente l'assicurazione alla macchina e quella previdenziale. Il conto in banca e i bolli quando chiediamo anche solo di iscriverci alle liste di collocamento. Sono questi i costi non basilari alla nostra vita, che ci abbattono i salari e che non ci accorgiamo neanche di pagare poichè vengono automatici. Bene, sono questi i costi su cui gravano le cassa dello Stato e tali gli acquisti da cui non si puo' prescindere. Tali, ancora, gli acquisti su cui più ha fatto leva lo Stato ultimamente (gli ultimi cinque anni) per trovare i soldi a finanziare i pochi spiccioli che ha promesso a chissachì, chissaquando... Questi gli aumenti più gravi, energia, dipende dallo stato; assicurazioni, notoriamente in accordo con lo stato, alcolici, tassati dallo stato, sigarette, monopolio di stato, servizi finanziari, tassati dallo stato, gas, stato, e via discorrendo. Ogni altra fetta di mercato, quella dell'imprenditoria, calzature, abbigliamento, alimentare, ha avuto cali di prezzo, e la spesa è diminuita per frontaggiare gli aumenti.
A questo proposito direi, prestate attenzione e razionalità quando farete l'atto di mettere la crocetta il nove e dieci aprile, le scienze economiche non sono sopramobili. Le leve economiche sono pesanti quanto le medicine, se si sbagliano uccidono le persone. I conti del nostro Stato affidiamoli a chi, pur sembrando preti di campagna, pur alleati con chi non piace, conosce le conseguenza di tagli e aumenti. Affidiamoci a chi sa contare, e ha almeno un titolo di studio. Afidiamoci a chi dice cose con consapevolezza e non rapito da estemporanee uscite di cervello.




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7 settembre 2005

Non so se si sa

Non so se si sa come uno deve iniziare il proprio romanzo.
E tornarono a casa senza dire un parola.
Questo è un ottimo inizio o una pessima fine?
Una pessima scelta o un'ottima intuizione?
G.




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25 novembre 2003


La laurea era prima considerata sufficiente per ottenere un lavoro qualificato, ora è solo una condizione necessaria per accedere ad una seconda fase di preparazione quasi obbligatoria: il matser.
Università e istituti sembrano oggi dare sfogo alla fantasia nel progettare ogni tipo di formazione postuniversitaria. Questa sta diventando un vero e proprio settore con le proprie regole, le proprie leve da manovrare, il proprio piano di marketing e la propria aggressività.
Che le università e le scuole di specializzazione si muovano già da tempo come delle vere aziende è visibile e concesso, ma non si trascurino i principi e il prestigio secondo i quali i master sono nati.
I postlaurea rappresentavano nel recente passato un ulteriore specializzazione qualificata e riconosciuta dalle aziende, le quali apprezzavano l’investimento del giovane e le maggiori competenze acquisite, dimostrandosi ben disposte ad investire esse stesse attraverso tirocini e assunzioni.
Ora lo scenario non presenta che un mix di programmi in cui nessuno più crede, nè le aziende nè chi li istituisce, ma che rappresentano un passaggio obbligato per chi non riesce a trovare un lavoro che s’addica alla propria qualifica.
Questa parade di master rischia quindi di diventare una speculazione sulle debolezze e l’affollamento di neolaureati in tutta Italia. Tali corsi dicono di assicurare un dignitoso periodo di stage presso la aziende partner del progetto a tutti gli allievi. Si parla di migliaia di master costituiti da classi che vanno dai trenta ai cinquanta allievi: numeri esorbitanti. Di quanta gente potranno aver mai bisogno la aziende italiane per i prossimi due semestri da ospitare e iniziare alla carriera di manager?
Si tratta dunque di mettere a disposizione le proprie competenze per insegnare qualcosa di più ai giovani o piuttosto di fare del marketing spietato anche su una cosa così importante come competenze e passioni di chi vuole intraprendere una carriera definita e ambiziosa?




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9 maggio 2003

mi arrendo

mi rifiuto di capire...lontano da me il minimo pensiero di scrivere qualcosa d'introspettivo, poi faccio la fine di tutti, che poi si ritrovano i commentini inventati dagli omini del blog in cui c'è scritto "cioè davvero ragazzo, tu mi fai troppo pensare che è vero ciò che dici, anche al mio ragazzo , mario, vorrei dire queste cose, ma non siamo in sintonia ora..." con voce alla fricchettona romanaccia...piuttosto che un freddo:"mi fai paura"... bravi, tutti poeti, tutti bravi a scrivere, non io che sbaglio ortografia sintassi, punteggiatura e coscienza...bravi, fate lavorare gli operai che smontano i palchi ai concerti senza porvi il problema di chi , o addirittura SE qualcuno abbia montato quell'enorme struttura dove si esibirà quello indegno del  lavoro degli altri...quello che sempre un pò peggio del peggiore di quei facchini li!




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6 maggio 2003

catrame e me

Come se non fossero passati che giorni, ho ripensato al fatto che no, proprio no, grand no, e che tu sei d'accordo.
immagina un romanzo, tu lo leggi, e a un certo punto il protagonista, un duca d'auge qualsiasi o un protagonista inetto e inconsapevole, in uno scatto d'ira ti manda a fare in culo, a te, proprio a te che stai leggendo, proprio a te lettore.e allora non smetti più di leggere, e allora si.




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5 maggio 2003

lava via

...il demone nero dalle mani rosse si chiamava Beatrice...aveva una grande bocca glabra da cui usciva una lunga lingua cenerosa. le mani rosse strizzavano i cuori degliuomini fino a non permetter più alcun ragionamento; lì si arrendeva chiunque e concedeva ogni cosa.




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10 marzo 2003

se qualcuno vi dice così...

..l'anno scorso mi hanno presentato un ragazzo di un altro paese vicino al mio, e mi hanno detto che era bravissimo a suonare la chitarra...parole testuali mi assicuravano che fosse un genio, che potesse fare tutto ciò che voleva e tutto ciò che fosse già stato fatto con la chitarra...fondamentalmente me lo dicevano perchè suono la chitarra, e talvolta si sente la necessità di addurre pensieri e turbamenti alla gente gratuitamente. Mi stava sul cazzo sto tipo, non ricordavo mai neanche il suo nome, dunque lo chiamavo Valerio! perchè Valerio mi sa di uno un pò gay che mi sta un bel pò antipatico, anche se poi, alla fine, nessun Valerio mi è stato mai sul cazzo...o meglio, nessun Valerio mi è stato mai sul cazzo quanto lui; ma lui non si chiama Valerio, si chaima FabbbbbriZio. Poi ho conosciuto FabbbbriZio e ho notato che era intelligente, non come me che non leggo, o come Sbenaglia che legge solo gli scrittori di Dublino e quelli tedeschi, o come Dado che parla solo e soltanto di Kafka e poi dice che Charles Buco non è uno scrittore, ma piuttosto un ciarlatano...FabbbriZio non è così.FabbbriZio si è inventato l'essere "soggetto" con gli occhiali, ma intellettuale, con lo stimolo a fare le battute (belle) e non ridere, dire poi cavolate e cagarsi nelle braghe per le risate. FabbbbriZio s'è inventato che deve inventarsi i personaggi eppoi li deve raccontare agli amici, e anche di uscire a Grottaglie, lui che è di Taranto. Ancora, egli dice di chiamarsi :fa: e anche Vi, e quando dice Vi fa una faccia strana, chè se ha gli occhiali (li mette quando a problemi di prosciugamento delle lenti a contatto) sembra davvero quello che mette i ischi alla festa delle scuole medie. A volte dice di essere Valerio, e crede di rivestire il ruolo di un bimbo con problemi d'integrazione sociale, sembra che già faccio il servizio civile. Poi dice cose strabilianti e poi fa cose che resti agghiacciato; non litiga mai. Le festività non le trascorre mai con noi, e noi non ci poniamo neanche il problema di chiamarlo, dunque scompare per giorni e anche mesi...a natale non s'è visto. Diventa serissi mo quando suolìna, anche se io la chitarra non glielo mai sentita suonare, ma ho suonato con lui quando lui suonava la batteria...la batteria la suona prorpio bene, ma lui non suona la batteria. Ma se non suona la batteria e la suona benerrimo (benissimo), la chitarra, che la suona, come diavolo mai la suonerà. Dado dice bene, Paco dice bene, Sbenaglia (per ferirmi) mi dice "è un genio", sa fare tutti gli assoli di Hendrix (secondo me sta cosa non é vera), ma penso che Britzo (altro appellativo possibile di :fa:) sia davvero un bel pò bravo con la chitarra. Sono  rammaricato, un bel pò rammaricato.




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5 marzo 2003

Cooperativa:una valida alternativa al capitalismo.

Spirito associativo, solidarietà, democrazia interna e soprattutto centralità dell'uomo e valorizzazione del suo lavoro e dei suoi bisogni sono i valori che guidano tuttora il movimento cooperativo.

Invero, molti autori rilevano l’esigenza di prescindere dal concetto di impresa per definire il fenomeno cooperativo; non si può infatti non tener conto dell’importanza che la forma di impresa ha costituito nell’evoluzione del sistema, ma è anche evidente che la cooperativa è un’impresa che, oltre a dover competere sul mercato, cerca di realizzare alcuni importanti valori di solidarietà e di mutualità. In questo senso il mondo cooperativo rappresenta un modello di economia alternativo a quello capitalista, basato al contrario sul profitto individuale.

I valori e i principi cooperativi costituiscono certamente una enorme ricchezza per tutto il mondo cooperativo, tanto da costituire anche un importante fonte di vantaggio competitivo; il successo dipende infatti dal grado in cui i cooperatori riescono a dar vita ad un’impresa che incarni in pieno i valori di mutualità, solidarietà, democrazia e pluralismo.

È proprio da questo ampio insieme di elementi e di valori che si può tracciare un profilo del carattere delle cooperative e del loro contrapporsi alle altre forme d’impresa; senza questo tipo di precisazione, sicuramente l’indagine potrebbe risultare sterile e volta solo ad inserire i sistemi cooperativi in un contesto sicuramente corretto, ma riduttivo.




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4 marzo 2003

Predestinazione

..il fatto che alcuni di voi si chiedano dove e quando troveranno
qualcosa di meglio da fare nella vita,'che ruzzolare come epiteti
svincolati dalle leggi della fisica, a me non importa; fondamentale
invece è capire il senso dell'ironia dei paradossi legati alle vicende
della ciclicità della nostra profumata esistenza.
non è vero che mancano i nessi semantici per aspirare al "meglio" nel
gozzovigliare comune e amorfo, ma gli omofogi delle caverne (poi di
proprietà dei normanni,sicchè degli spgnoli, dunque degli apuli)
secondo me prestavano molta più attenzione alle prestazioni sessuali
delle loro femmine, che non al loro modo di corrispondere l'amore.
..o almeno questo secondo Giorgio Saviane, che in un brevissimo saggio
letterario, pone in forma di romanzo il quotidiano agire degli ominidi,
volgendo riferimenti continui all'unica, principe smania di
contraddizione delle leggi sovrane che la consuetudine aveva imposto a
quel tipo di civiltà..primitiva, ma pur sempre civiltà.
ancora, il fatto che l'inverno vari rispetto all'inferno solo per un
errore della nonna orba che, ignorante per necessità più che per
impossibilità, sbaglio a registrare il cognome della stirpe esoterica
legata al male..inverno, inferno, distanti esattamente quanto due
insignificanti letterine che potrebbero combinare un'infinità di guai
in altri ambiti della vita -e qui scatta la mia proposta di un
concorso:"a chi trova un'altra combinazione simile, è bravo"- ma
spiegatemi come posso interpretare "la beffa" che mi porterà, anche
quest'inverno, a sentire il bisogno di scuotere con le mani le nuvole
che affollano il mio cielo e, retoricamente quanto necessariamente,
cercare di capire chi cazzo ha nascosto il sole...non come voi,  che,
sono certo, avete o site addirittura una stella che brilla e brucia"in
someone else sky", but why, why it can't be mine..lo so perchè!il
motivo è la presunzione..io ho la mia presunzione di cercare la più
grande, l'immnensa, magari proprio in mensa, ma il fatto è che
quest'anno , col cazzo che prendo la tessera adsu (azienda del diritto
allo studio di Parma)...ma come ? hanno creato un'aziende di "diritto
allo studio"? ..mah, ma a me sembrava di aver capito che lo studio è un
dover, il dovere da dementi che partecipano allo spreco delle energie,
che gli omofigi utilizzerebbero volentieri per far saltar giù dal
burrone la mandri di renne da cui ricavare tendini e pelli per
affrontare l'inverno!?!?!?!




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3 marzo 2003

absolution

Absolution

Once again
The burker tackled his rain
Necklace barren under blown souls

Enervation and friutlessness
Wild hopes and a top-coat
The etilogy of speech it's your sphygmus

Tongue, blood, wind and me
Tiresome lunacy

I feel queer I'm still-born
Requiem, absolution




Assoluzione

Ancora una volta
L'imbonitore ha afferrato la sua stessa pioggia
Collana sterile sotto anime spirate

Debilitazione e infruttuosità
Dure speranze e un soprabito
L'eziologia della parola è la tua pulsazione

Lingua, sangue, vento e me
Demenza stancante


Mi sento poco bene, sono nato morto
Requiem, assoluzione.

                                                           11/2002,

testo di Gianluca Vecchio e Dado Fanigliulo




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